Pieno 

​Se c’è una cosa che mi piace, è rientrare a casa e vedere i suoi oggetti qua e là… è come se lei fosse comunque presente. Il luogo che un tempo tenevo chiuso come uno scrigno personale era soltanto pieno di me… ed adesso mi rendo conto di quanto era vuoto… vuoto come la sensazione che alla sera si insidiava all’altezza dello stomaco… vuoto come una vita priva di progetti… vuoto come la compagnia e il sorriso di una donna qualunque che al mattino se ne andava… vuoto come solo un essere umano senza un sentimento da proteggere e coltivare può essere. Ora è tutto più pieno… lo stomaco, il futuro, un abbraccio… il cuore.

Buio

Maledetta sindrome. Guardo la mia mano tremare per portare il bicchiere alla bocca. Devo concentrarmi per non sbrodolarmi come fossi un bambino senza bavaglia. Pasteggio al tavolo della vita senza bavaglia e mi riempio la camicia di macchie imbarazzanti che solo io vedo. Ma mi vergogno. Alla mia età bisognerebbe saper Stare composti, invece mi muovo goffamente nei sentimenti con la stessa grazia di un vitello cieco nel corridoio del macello. Sbatto qua e la e mi lascio spingere avanti dal tempo. Sento le urla di chi è già davanti al giudizio finale. La maledetta sindrome del buio, che mi fa muovere nella luce come se la luce non ci fosse, a tentoni, maldestramente. Come posso fregate i secondi, le ore, i giorni, gli anni?! Rallentate, cazzo! Devo ancora imparare a stare al mondo. E tu, Dio, se ci sei dove hai nascosto le istruzioni di questo casino che hai creato? Bel colpo di egoismo da parte tua mettermi al mondo e non farti più vedere. Io non abbandonerei mai mio figlio. Oh, devo essere disperato per parlare con te senza nemmeno credere che esisti… che strane cose facciamo noi uomini quando siamo al buio. Maledetta sindrome del buio.

Cerchi alla testa

Sono sfatto, ok?
Sono ubriaco sfatto.
Da qui il mondo è più vivace,
digerisco le tue menzogne
con un calice di rosso.
Rosso come le tue guance quando giuri,
rosso come le tue labbra quando ami,
rosso come la tua pelle quando godi…
…rosso come quando menti.
Prendimi in giro ora,
gioca con me,
ho l’illusione di non accorgermene.
Amami ora,
con la tua follia,
strappami a morsi questa nostalgia…
Portami via…
Portami via…
portami via.

NUDO

Silenzi.
Vivo di silenzi da riempire angosciosamente di pensieri e di niente.
Silenzi colmi del nulla che a me pare tutto quello che ho.
Osservo la vita da dietro gli occhiali sporchi dell’ansia di sentirmi qualcuno o qualcosa.
C’è molto vento in questo silenzio, ogni giorno porta via qualcosa che credevo essere e mi scaglia addosso il nuovo. A volte è talmente violento da lasciarmi per alcuni istanti nudo.
Nudo al vento.
Nudo al freddo.
Nudo alla vita.

Carlo Galli

Piante spoglie

Dietro alla collina, il sole viene su. Cosa ne sanno gli ulivi? Cosa ne sanno loro del sole che sale… Sono immobile, come quelle piante, pieno di nodi dentro all’anima, piegato su me stesso a pensare che ne so quanto loro. Ho la corteccia malata, si intravedono le ferite che cerco di mascherare. Ho la corteccia malata di una pianta cresciuta troppo in fretta, senza paletti a tenerla dritta, senza cure a disinfettarla. Ho la mente invasa dai parassiti, tarli che scavano e ammucchiano segatura di pensieri malinconici che, di tanto in tanto, un vento fatto di illusione sparge via. Non c’è sempre il vento. Non c’è sempre il sole.Piove solo quando piango. Piove solo quando sono stanco, giusto per tenermi in vita. Cosa ne sa il mondo di me? Cosa ne so io del mondo? Me ne resto immobile qui, con la mia amina dalla spoglia chioma, ad osservare questo casino infernale… ad aspettare quei frutti ai quali non ho ancora saputo dar vita. La mia vita.

Carlo Galli

Tu come stai?

Tu come stai? mi chiedi.
Tu come stai? mi chiedi.
Tu come stai? mi chiedi sempre…
Io come sto? mi chiedo.
Io come sto? mi chiedo.
Io come sto? mi chiedo sempre…
Non credo più… in niente.
Non voglio più… il niente.
Che cosa sono… non sono niente.
Tra le mie dita, adesso…
Non ho un rosario, adesso…
Che cosa stringo,
cosa stringo adesso?
Non sono cosa, ancora?
Non sono un uomo, ancora…
Mi sento solo, ancora e sempre.
Ho visto il vuoto, nero…
Ho visto il buio, nero…
Voglio una luce, la voglio adesso.
Respiro sul cuscino…
Lo stringo qui, vicino…
Non c’è nessuno,
nemmeno io, adesso…

Carlo Galli