David, parte 6 ( ! Contenuti espliciti e pesanti)

 

Bene, il giorno X è arrivato”  pensò David mentre si trovava ai piedi del grande palazzo con la paura che, d’improvviso, venisse calpestato.

Erano stato giorni pesanti per lui, nonostante i ripetuti tentativi non era riuscito a farsi nemmeno una sega.

Rimaneva a metà, mancava il gran finale.

Il viso di lei balzava all’improvviso da dietro le palpebre chiuse, con un sorriso freddo a la lama di coltello, gli occhi vitrei come un cubetto di ghiaccio e, lui, era costretto a spalancarli per farla sparire perdendo l’eccitazione.

L’altra volta, dopo esser uscito da quell’appartamento, aveva trovato sul suo cellulare un messaggio salvato come bozza che diceva: <La prossima volta che vieni, devi prendermi… Sali ed entra in casa di nascosto, spaventami, prendimi alla sprovvista>.

Guardò la lunga fila dei campanelli e ne suonò uno a caso… rispose un uomo e, David, disse: «Postino, c’è una raccomandata a suo nome» per farsi aprire.

In effetti funzionò, l’uomo schiacciò il pulsante e il portoncino si aprì, spalancandosi… restò immobile a fissarlo per qualche secondo e, nella sua testa, non riusciva a capire se lì dentro ci fosse l’inferno o il paradiso.

“Va beh, sarà il purgatorio”, pensò per tranquillizzarsi… “esistono anche le vie di mezzo nella vita”.

Arrivato al terzo piano, si avvicinò lentamente alla porta, camminando sulle punte dei piedi per non far rumore e appoggiò l’orecchio alla porta.

Nessun rumore.

Abbassò la maniglia ed entrò.

Nessuno in vista, luce soffusa.

Entro nel soggiorno/cucina e vide un biglietto sul tavolo, era per lui.

“Toccati, io ti sto guardando…

Non cercare di trovarmi, tanto non ci riusciresti mai…

Toccati, adesso puoi godere”

Non appena posò il foglio sul tavolo, sentì la serratura della porta chiudersi.

Quattro mandate.

Corse a vedere chi c’era ma, nessuno.

Guardò subito dallo spioncino per vedere se era stato chiuso dentro ma, ancora nessuno. Nessun rumore di passi per le scale o dell’ascensore.

«Siediti sul divano», ordinò la voce di Elena.

In tutta la casa c’erano le casse per la musica e, la voce, usciva da quelle.

Impossibile capire dove si trovasse.

«Dove sei?!», chiese David.

«Siediti sul divano!», ordinò lei.

Lui diede ascolto, si accomodò e deglutì un po’ di saliva che era diventata talmente spessa e collosa da appiccicargli le fauci. Era in un contesto che non poteva controllare e, per niente al mondo lui avrebbe accettato di perdere il controllo in nessuna situazione. Il risultato sempre quello: ansia e panico.

«Abbassa i pantaloni, chiudi gli occhi e godi» ordinò la voce, «adesso sei al sicuro».

«Ma dove sei» chiese ancora lui.

«Sono dentro di te!» rispose la voce.

“Ma che cazzo di risposta è?”, pensò tra sé.

«Fai quello che ti ho detto e vieni in quel bicchierino che vedi accanto al divano, altrimenti non uscirai più da questa casa».

David era totalmente nel panico, si rimproverava di esser stato stupidamente curioso… quella era una pazza, non c’era da scherzare!

Sapeva che non aveva alternative, doveva farlo.

Fu un istante.

Meno di un minuto e finì, urlando di piacere.

In quel momento Elena irruppe nella stanza, con in mano una siringa.

«Hey, che ci fai con in mano quella cosa?» notò subito David.

«Io niente… devi farmi tu una iniezione» rispose lei sogghignando.

«Basta, io non ce la faccio più, ho sbagliato a ritornare… non ho mai visto una cosa del genere! sei una pazza!», si alzò di scatto lui.

Elena estrasse dalla cinta dei pantaloni la famosa pistola, dicendo che stavolta era carica.

David si risedette immediatamente, il giramento di testa era tornato a trovarlo come la volta precedente.

«Avanti, aspira un po’ del tuo piacere e iniettamelo… nella vena!», ordinò lei lanciando la siringa sul divano, in fianco a lui, stringendo con i denti il laccio emostatico attorno al braccio.

«Ma stai scherzando? E’ una cosa fuori di testa!»

«Stai zitto e obbedisci altrimenti ti ammazzo bruttofigliodiputtana!» urlò lei avanzando con la pistola puntata, «non esiste estasi migliore che iniettarsi un concentrato di testosterone… soprattutto se il soggetto era impaurito, proprio come te».

Inutile tentare di sottrarsi al volere di quella donna.

Dopo aver eseguito l’iniezione lei cadde a terra ansimando, i pantaloni rosa attillati si scurirono tra le gambe, era eccitatissima, provò un orgasmo potente al punto da non riuscire a reggersi in piedi.

Dalle tasche di lei penzolava un portachiavi, David, senza pensarci due volte, le prese e si precipitò fuori dall’appartamento.

Salì in macchina trafelato e la mise in moto, ingranò la retro per uscire dal parcheggio e, quando si girò, notò una scritta sul vetro posteriore:

 

Non puoi fuggire da me,

io sono la tua coscienza.

 

Continua…

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60 comments

  1. nunziatullio · marzo 29, 2014

    Scriviiiiiiiiiiiiii…

  2. Silvia · marzo 29, 2014

    sempre più intrigante 😉

  3. vittoriot75ge · marzo 29, 2014

    ‘sti ca… 😀 😀 😀

    • Carlo Galli · marzo 29, 2014

      ahhahah
      aspettavo un tuo parere
      hAHAH

      • vittoriot75ge · marzo 29, 2014

        Guarda…non provocarmi su questo argomento che sono già scombussolato di mio ahahahahah 😀 😀 😀

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Hahhaha 😀

  4. im1dreamer · marzo 29, 2014

    Com’è che si dice?
    Avantiiiiiiiiiiiiii 😄

  5. jalesh · marzo 29, 2014

    …..aspetto il resto…..

    • Carlo Galli · marzo 29, 2014

      Arriva arriva… ho notato che quando c’è il sole son più ispirato a questa storia 🙂

  6. wsa0 · marzo 29, 2014

    Che storia triste …Elena é perversa…povero Davide…l’amore é un altra cosa…penso questo perché io leggevo i libri di Gustavo Flaubert…

    • Carlo Galli · marzo 29, 2014

      hahah
      chissà le facce dell’amore come sono…
      e poi chissà se è solo nella sua testa o è reale…
      hah

  7. chezliza · marzo 29, 2014

    ecccchecaaaaaaaa…….wowowowowowowwwwww…..continuacontinuaaaaaaaaaaa…..

    • Carlo Galli · marzo 29, 2014

      hahahahah
      siiiiiiiii
      🙂 🙂 🙂

      • chezliza · marzo 29, 2014

        ….seu bello creativo tu 🙂

      • chezliza · marzo 29, 2014

        *sei..

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Ci provo 🙂

      • chezliza · marzo 29, 2014

        credimi…sei un bel leggere 🙂

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Ti ringrazio tantissimo
        🙂
        Un abbraccio

      • chezliza · marzo 29, 2014

        a te …mi raccomando aspetto eh?

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        🙂

  8. kalosf · marzo 29, 2014

    Attendo la continuazione per capire dove vuoi andare… 🙂

  9. Sun · marzo 29, 2014

    e ma non valeeeeeeeeeeeee… sbrgati a scrivere il resto!!! 🙂

  10. crisalide77 · marzo 29, 2014

    cazzarola!!!

    • Carlo Galli · marzo 29, 2014

      È un mondo di pazzi hahahaha

      • crisalide77 · marzo 29, 2014

        il creatore mi sa che possiede le chiavi del manicomio!!

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Hahahhaha hai detto bene!!! Io lo conosco di vista
        Hahah

      • crisalide77 · marzo 29, 2014

        io pure! è il mio vicino di panchina a villa Quiete. Giochiamo a scacchi coi fili d’erba ed è convinto di essere il capo della baracca! 😛

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Hahaga allora sei tu che mi fai sempre scacco matto…

      • crisalide77 · marzo 29, 2014

        ahahaha…
        beccata!

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Mi allenero

      • crisalide77 · marzo 29, 2014

        col tipo che crede di essere Gesù?

      • Carlo Galli · marzo 29, 2014

        Lui sa tutto e può tutto 😃

      • crisalide77 · marzo 29, 2014

        ahahahah 🙂

  11. Patrizia M. · marzo 29, 2014

    Ammappate Carlo, ci vai alla grande con questo racconto. Gulp Gulp!!!!

  12. pornoscintille · marzo 29, 2014

    Wow!

  13. belindaraffaeli · marzo 29, 2014

    :O :O :O

  14. Ronny Tresor · marzo 31, 2014

    Mamma miiiiiiiiii…… sei un pazzoideeeeee ahahaha adoroooo ♡

  15. gattolona pasticciona · aprile 1, 2014

    E’ un pò forte ma è scritto molto bene, complimenti! per essere la priam cosa che leggo di te mi ha un poco destabilizzata! Fabiana.

    • Carlo Galli · aprile 1, 2014

      hahah
      aiutooo

      • gattolona pasticciona · aprile 1, 2014

        Comio 50 anni in giugno, ma mi dicono che non li dimostro e sento molto la primavera! Buon primo d’aprile, fabiana schianchi.

      • Carlo Galli · aprile 1, 2014

        a teeee 🙂

  16. aboer65 · aprile 4, 2014

    Quella del testosterone in vena è po’ azzardata, ma la storia è interessante. Ho voglia di sapere come va a finire.
    Ciao
    Andrea

    • Carlo Galli · aprile 4, 2014

      hahah si surreali pazzie… tutte deviazioni mentali hahaha

  17. Emanuela de Leva Vacca · aprile 26, 2014

    davvero surreale..ma funziona…buona continuazione 🙂

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