L’incontro…

Esperimento di un breve racconto a più mani, nato dal blog della cara amica sun e con l’incipit di un suo disegno (che vedete qui sotto)…

che dire, un intreccio sottile tra eros e insicurezza, una passionalità da tempo anelata e che, forse, viene concretizzata… scopritelo voi :))))

i partecipanti:

http://silvia23459.wordpress.com

http://ninjalaspia.wordpress.com

http://vittoriot75ge.wordpress.com

http://pensieridistesialsole.wordpress.com

http://crazyaliceandwonderland.wordpress.com

 

I vari errori non sono corretti (e ce ne sono tanti), prendetelo per ciò che è, un gioco scritto di pancia!

Buona lettura:)

Immagine

 

La passione prese il sopravvento, anche se si conoscevano solo superficialmente sentivano un’irresistibile attrazione fisica l’uno per l’altra. Decisero di andare a casa di lei, perchè era più vicina. In auto la passione stava prendendo il sopravvento. Lui continuò a guidare con una mano, mentre con l’altra le accarezzava la coscia, grazie allo spacco sulla gonna. Lei ricambiò il gesto ed infilò la mano nella patta dei pantaloni. Erano eccitati, i loro cuori battevano all’impazzata, i loro organi sessuali pretendevano la giusta ricompensa. Finalmente arrivarono a casa di lei. La porta del condomio era già aperta ma quella di casa no. Le mani della donna tremavano, non riuscivano ad afferrare la chiave giusta. Lui, intanto, la stuzzicava ancora di più. Le mise una mano sotto gli slip e la toccò con delicatezza, per farle capire che quello era solo un avvertimento. Se non avesse aperto la porta di casa l’avrebbe posseduta lì, sul pianerottolo.
Si risvegliò a causa del frastuono del cantiere di fronte a casa.
Un agosto torrido, quello. Tanto caldo che il torpore confondeva il trascorrere delle ore.
Si rese conto che aveva immaginato o sognato o desiderato quell’incontro di corpi.
L’incontro con quella splendida creatura che con il suo corpo, stagliato nella luce dell’appartamento sul cortile dinnanzi al suo, dava un senso alle torride serate cittadine.
Ma si poteva essere più stupide? Fantasticare così per qualcuno che nemmeno sa che esisti? Farne il tuo svago nei sogni e nelle notti per poi svegliarsi sudate…..eccitate…..e più sole di prima? No, non si poteva, ma per lei era normale….a lei la normalità incuteva paura……anzi a dir meglio noia. Si alzò e andò alla finestra…..nell’appartamento non si vedeva nessuno….sarà stato fuori al lavoro, non aveva nulla da fare quindi fino a sera…..meglio fari una bella doccia fredda.

Eppure quel pensiero, quell’istintiva fantasia, continuava a presentarsi. A entrambi.
Inconsapevolmente e senza conoscersi avevano il medesimo richiamo.
Il trascorrere lento delle calde ore notturne li lasciava entrambi insonni a ingannarsi attorno a quella seduzione di sonnolenti illusioni. Una sconosciuta e uno sconosciuto con le imposte aperte sul torrido cortile a vivere il pensiero di quell’istintiva fantasia.La doccia non servì a placare quel desiderio assurdo di fare una cosa folle, una cosa completamente fuori dal suo modo di essere. Per giorni lo aveva osservato nascosta dietro la tenda della finestra della cucina. Aveva annotato gli orari in cui rincasava, quelli della cena, del caffè, della sigaretta fumata appoggiato al davanzale. Lo vedeva ogni sera scrivere al pc fino a notte fonda, passandosi le mani tra i capelli, parlando tra sè e sè. Faceva caldo quell’estate, molto caldo e Stefano si aggirava per casa solo con un paio di boxer. Questo naturalmente aumentava il desiderio di Chiara in maniera esponenziale. “Basta!” si disse. “Stanotte metterò in scena il mio piano”.
Riuscirò ad attirare la sua attenzione, succeda quel che succeda….e poi si vedrà.
La sera, ad un tratto. vide la sua stanza illuminarsi….era tornato, lo vide muoversi nervosamente tra una stanza e l’altra…..e poi improvvisamente avvicinarsi alla finestra. D’impulso si ritrasse….e si sentì avvampare, per fortuna che non poteva vederla, ma poteva essere il momento buono…..era caldo, aveva aperto la finestra che dava sul cortile…..sì decisamente era arrivato il momento. Corse in bagno si dette una rinfrescata veloce, si pettino, una spruzzata di profumo intenso, e un vestitino molto leggero che nulla lasciava all’immaginazione…..e scese.
Era incuriosito dalla ragazza dai lunghi capelli neri che abitava nella casa dirimpetto alla sua…Doveva avere più o meno la sua età, ed era capitato che talvolta la incrociase in cortile…
Aveva forme graziose, e un curioso rossore le colorava le guance quando la salutava svelto…’Di che colore erano i suoi occhi?’ Non avrebbe saputo dirlo, lo sguardo era sempre basso quando si incrociavano. La cosa più strana era che questa ragazza silenziosa, schiva, timida forse, passava un sacco di tempo alla finestra.Se n’era accorto diverse sere prima mentre fumava la sua sigaretta post caffè, appoggiato al davanzale.A quell’ora la ragazza era sempre lì, seminascosta dalla lunga massa di capelli corvini e dalla tenda, e si ritraeva ogni volta quando si accorgeva di essere stata vista, tra una voluta di fumo e l’altra…Era diventata una sorta di appuntamento fisso… Ma stasera non c’era…’Chissà dov’è stasera…che starà facendo?’ I pensieri si interrompono…e anche la sigaretta…qualcuno ha suonato alla porta. E chi poteva essere se non la vicina invadente e rompiballe……:”Ciao Jessica cosa c’è?” “Ciao Stefano come stai? Sai sono sempre la solita sbadata sono rimasta senza succhero…..ne avresti un po’ per caso?…..se mi dici dov’è faccio da sola…..non ti voglio disturbare stavi per fare una doccia?”……”No…ho caldo, aspetta qui te lo do subito”….pochi secondi e Stefano torna con un sacchettino di zucchero….”Ecco, per un po’ ti basterà credo…..e ricordati di comprarlo….ciao!” … L’ha lasciata lì, sullo scalino della porta, senza darle nemmeno il tempo di replicare….torna alla finestra, e la vede che se ne rientra a casa molto stizzita….e la cosa lo mette di buonumore….aspira lentamente una boccata di fumo……e la vede, sta uscendo da sotto l’androne di casa…..sembra accaldata, forse ha fatto le scale di corsa, si vede che deve uscire….ma la ragazza si ferma, si appoggia la schiena al muro, tira fuori una sigaretta e guardando improvvisamente nella sua direzione l’accende.
Ci prova una, due e tre volte ma, l’accendino non ne vuol sapere di accendersi… Stefano aspira una grossa boccata di fumo e, sporgendosi alla finestra, le chiede se ha bisogno d’accendere, confondendo le parole tra il fumo, come volesse renderle misteriose.
A quelle sue parole, lei, sentì crescere un fuoco, proprio lì, stringendo le cosce l’una contro l’altra in un gesto involontario.
“In effetti si…” rispose lei, abbassando ancora lo sguardo.
“Allora sali” concluse lui sparendo dentro alla finestra.
Non le aveva dato nemmeno il tempo per rispondere…..ma sì, perchè non salire, in fondo era questo che voleva quando era scesa, non aspettava altro che un occasione e lui gliel’aveva data su un piatto d’argento! Iniziò a salire le scale, prima titubante….ma poi quasi di corsa….ecco, era arrivata, quello era il suo piano….e una porta si aprì…..e la figura di Stefano, che tanto bene lei conosceva, si stagliò nella luce che veniva dall’appartamento….. “Vieni….entra…” e sparì all’interno. Perchè non farla accendere lì…..perchè volere che entrasse….allora forse anche lui l’aveva notata….. Troppe domande, non poteva perdere quell’occasione, e rimanere impietrita sul pianerottolo come una stupida…. ” Eccomi… ” entrò, e richiuse la porta alle spalle.
“Ma dove si è cacciato?”, pensò lei guardandosi intorno, cercando di far mente locale della disposizione delle stanze che vedeva dal suo appartamento…
“Sono qui,vieni pure!”, disse lui.
La sua voce veniva proprio dal bagno… dopo aver fatto qualche passo in quella direzione, sentì il rumore dell’acqua della doccia accesa…
“Entra, avanti… non ti mordo!”
lei spinse la porta socchiusa e si fece largo tra il vapore che inondava la stanza.
“Avvicinati”, sussurrò lui…
Si avvicinò e vide la sua figura comparire…era totalmente nudo…
“Dai siediti sul cestello della biancheria e osservami come fai solitamente dalla finestra… guardami e toccati, come immagino tu faccia spesso… io non ti toccherò, farò finta che tu non sia qui…”
Lei si sentì in preda ad un sogno, strizzò gli occhi con le nocche un paio di volte.
Non stava sognando. Era proroprio lì in casa sua! Nel suo bagno! Mentre lui si stava facendo la doccia. E le stava chiedendo di toccarsi. In verità non si era immaginata che la cosa andasse in quel modo. Un sorriso malizioso le attraversò veloce il viso mentre con estrema lentezza iniziò a slacciarsi i bottoni del vestitino a sottoveste di morbida seta color corallo. La pellle dorata dal sole preso durante il pomeriggio, faceva risaltare i capelli corvini e gli occhi color verde smeraldo.
Le mani di Chiara si posarono sulle spalline, soffermandosi per un attimo, per poi abbassarle a metà spalla lasciando intravedere il seno. Si portò le dita della mano destra alla bocca bagnadole di saliva per poi scendere ad afferrare un seno carezzandolo e disegnando dei cerchi intorno al capezzolo fino a farlo diventare turgido. L’altra mano, insinuata sotto la veste percorreva la strada dalle cosce all’inguine, con movimenti a volte lenti, a volte rapidi. Gemiti di piacere le uscivana dalla bocca semiaperta e umida. Stefano la guardava sconvolto……era stupenda, aveva seguito le sue indicazioni senza fiatare……era sensuale, vogliosa, tanto quanto lui ed era il momento di andare avanti, anche perchè non avrebbe resistito un minuto di più a vederla così. Si avvicinò a lei, con un sorriso, eccitato….e la cosa era evidente, fece per abbracciarla ma….lei diventò improvvisamente seria cambiando espressione.
” Ok, sono stata al gioco, ora mi fai accendere?”
Stefano sentì l’acqua calda diventare gelida in un istante.
Una doccia fredda.
Come è possibile che mi rifiuta? Pensò…
“No, aspetta dai… vieni in doccia con me”, disse guardando in basso, verso il suo sesso rigido.
Chiara abbassò lo sguardo a sua volta… com’era bello! Le venne voglia di chinarsi, avvicinare il viso e sfiorarlo con la punta del naso, per sentirne il profumo… ma poi distolse lo sguardo girando la testa di lato e, appoggiato sulla mensola sopra al lavandino, vide un accendino.
“Bene, eccolo! Accendo la sigaretta e vado”, disse aggiustandosi i vestiti scomposti.
“Ma come… io credevo…”, cercò di dire lui.
“Credevi male… pensi che io cada ai tuoi piedi come una foglia secca? E poi… a dire il vero… mi aspettavo qualcosa in più”, concluse lei riappoggiando l’accendino al suo posto e uscendo dal bagno.
Una volta chiusa alle sue spalle anche la porta dell’appartamento, scese le scale con il passi orgoglioso di chi non cede in tentazione…
“Ma perché esserne orgogliosa, se in realtà ogni cellula del mio corpo lo voleva?”
Sì….ma non così….ma per chi mi prende? Crede che sia così disperata da cadere ai suoi piedi solo perchè si fa vedere nudo…..e quel “toccati…..come immagino farai spesso”……ma che ne sai???? ma chi ti conosce? Che delusione…..per me voleva fare il Christian Grey della situazione… ma ha sbagliato indirizzo…..e pensare che mi sembrava così diverso……
Con questi pensieri rientrò della camera e si stese sul letto…….che strano, non aveva nemmeno voglia di guardare dalla finestra, e questo non succedeva da tanto…..tantissimo tempo.
“Ma sarai un pirla.Che cavolo ti è saltato in mente? Leggere quel libro ti ha dato alla testa. Altro che “Cinquanta sfumature di grigio… 50 legnate in mezzo ai denti!!!”. Il suo Grillo parlante non smettava di rimproverarlo.
Mentre Stefano si preparava l’ennesimo caffè, Chiara, nella sua stanza, ripensava a quello che era successo. Se da una parte era ancora stizzita, dall’altra le veniva da ridere.
Vederlo nudo ed eccitato con l’acqua della doccia che gli scorreva lungo quel corpo fatto per essere … ” ohhh qui si fa caliente la cosa cara Chiara”,la vocina di Trilly le riecheggiava nelle orecchie. Per zittirla, si infilò sotto la doccia. Faceva caldo, non si riusciva a resistere a quella notte afosa di pieno Agosto e per di più aveva una voglia inverosimile di appagare quel desiderio che Stefano aveva risvegliato in lei. Un desiderio che non poteva più aspettare.
Con indosso ancora l’asciugamano andò in cucina per prendere un bicchiere di limonata fresca.
Passando accanto alla finestra il suo sguardo non potè fare a meno di cadere sul palazzo di fronte.
Stefano era appoggiato al davanzale che fumava, a torso nudo e coi capelli ancora bagnati e arruffatti. A quel punto Chiara aprì l’asciugamano facendolo scivolare lentamente dietro la schiena e lungo i fianchi. Sapeva che la stava guardando, si sentiva i suoi occhi addosso,ma non alzò lo sguardo. Il suo corpo si stagliava dietro la leggera tenda creando un gioco di luci ed ombre degno di un 9 settimane e 1/2.
Stefano capì in un istante che doveva fare qualcosa…e doveva farlo velocemente…Posò la sigaretta ancora accesa sul davanzale e corse verso la porta. Agguantò al volo una maglietta e la infilò scendendo le scale di corsa…Doveva assolutamente andare da Chiara…chiederle scusa…rimediare in qualche modo all’errore, se c’era stato errore…era follemente attratto da quella ragazza adesso, dopo essersela trovata tanto vicina…e di colpo di nuovo lontana… Trovò il portone della casa di fronte aperto e sempre di corsa iniziò a salire le scale, scrutando i nomi sui campanelli…finchè non trovò il suo nome…Chiara. Suonò…e attese… La porta si aprì…e quella ragazza dai lunghi capelli neri che pochissimo tempo prima era seduta nel suo bagno le apparve adesso con la pelle ancora imperlata dalle gocce d’acqua della recente doccia…le guance accaldate…i capelli bagnati… Ci fu silenzio…attimi lunghissimi di silenzio… Era bella quella ragazza…proprio bella era quella misteriosa,affascinante Chiara… Stefano sollevò una mano per andarle a sfiorare i capelli…si fermò a pochi millimetri da quella massa scura e gocciolante, già ne poteva sentire il calore… “Vorrei chiederti scusa per prima…” disse infine, con una voce dolce che lui stesso stentava a riconoscere come sua…Di nuovo silenzio…Chiara accennò un sorriso…La mano di stefano sfiorò i capelli con tocco leggero…”Posso aiutarti ad asciugarti i capelli?” “Visto che me lo chiedi…..sì, con piacere, entra” e lasciò la porta aperta per farlo entrare girandogli laschiena per fargli strada…..così poteva sorridere maliziosamente senza essere vista.
Arrivò nella camera da letto dove aveva lasciato il phon lo prese, si sedette sull’angolo del letto e glielo porse “Ecco….vediamo cosa sai fare…” Stefano era entrato in silenzio, aveva richiusa la porta alle sue spalle e l’aveva seguita senza dire una parola, prese il phon e la guardò molto serio “Vedrai…..non ti deluderò questa volta, girati”
Chiara si girò dandogli le spalle….era rimasta colpita dalla serietà del suo sguardo, si sentiva quasi intimorita….senti il rumore del phon che Stefano intanto aveva acceso……senti il calore sui capelli….e le sue mani che dolcemente passavano sotto i capelli per toglierli completamente dall’asciugamano……si sentì pervadere da una gran tenerezza e per non cedere alla tentazione di alzarsi ed abbracciarlo (era troppo presto)…..si alzò senza guardarlo “aspetta ti do il pettine” e si diresse verso il bagno tornando subito dopo e porgendogli il pettine con un sorriso.
Adesso era Chiara a dettare le regole del gioco. Rivolse a Stefano la stessa richiesta che le aveva fatto a casa sua: “ora ti concederò di pettinarmi. Poi ti siederai laggiù e ti toccherai, contemplando il mio corpo nudo che ancora ti sarà precluso”. A quelle parole Stefano ebbe l’istinto di andarsene ma non lo fece. Il corpo di Chiara sembrava emanare un’aura magnetica dalla quale nessun uomo sarebbe riuscito a fuggire. Accettò la proposta di Chiara e le pettinò i capelli. La sua mano non riuscì a resistere alla tentazione di accarezzarle il collo. La sua pelle calda e profumata lo inebriò di estasianti sensazioni. Gettò il pettine sul pavimento, prese Chiara per le spalle e la spinse sul letto, rivolgendole queste parole: “ho una proposta migliore della tua: tu tocchi me ed io tocco te”. Le gambe femminili si divaricarono e Stefano presentò il proprio biglietto d’invitò alla porta del desiderio di Chiara.
Tolse l’asciugamano di Chiara per gustare la vista del suo corpo ed essere più libero nei movimenti ma……..si accorse che lei indossava gli slip…..la guardò e lei intuendo la domanda rispose “Scusa non te l’ho detto….ma non aspettavo visite….e soprattutto che le cose andassero così…..mi spiace ma sono indisposta….dobbiamo rimandare “
Stefano rimase a guardarla in silenzio….”Ora se ne và” pensò Chiara, forse aveva esagerato con quella mossa, infilarsi gli slip all’improvviso quando era andata a prendere il pettine…..forse stava tirando troppo la corda, ma doveva capire se per lui si trattava solo di sesso o se era nato qualcos’altro come per lei,
“Beh capita…..non ha importanza, in fondo, quello che voglio è stare con te, per fare l’amore ne avremo di tempo non credi anche tu…..io ho intenzione di passare molto, moltissimo tempo con te, ma……tu sei d’accordo?” Chiara lo guardava incantata……era esattamente quello che avrebbe voluto sentirsi dire, non sapeva se Stefano avesse intuito l’inganno o no, ma non se n’era andato, e ora le era steso accanto, su un fianco, che la guardava sorridendo “Vuoi che me ne vada?” le chiese facendosi serio……Il silenzio era durato troppo, Chiara si sedette e si alzò…..fece il giro del letto per andare dalla parte di Stefano, rimase un attimo di fronte a lui in piedi…..poi con una mano si sfilò gli slip…..fece cadere l’asciugamano e andò sopra a Stefano chiudendogli la bocca con un bacio pieno di amore e di passione, di quelli che tolgono il respiro, le loro lingue prima timide ora si cercavano, si accarezzavano e si possedevano prima dei loro corpi…..Stefano la cingeva in un abbraccio forte e sicuro, erano una cosa sola.
Le loro labbra sembravano essere fatte apposta per combaciare perfettamente. Le lingue create per incastrarsi l’une nelle altre mentre giocavano sinuose all’interno delle loro bocche creando spirali di piacere. Dapprima lentamente e via via sempre più audaci e frettolose di assaporarsi. Il corpo di Chiara rispondeva al desiderio disegnando piccoli cerchi sensuali sul membro turgido di Stefano.
Danzarono,continuando a baciarsi per un tempo che non aveva lancette. Poi, la passione esplose. Chiara si staccò da quellle labbra carnose per posare la bocca sul collo di Steano soffermandosi in più punti a giocare con la lingua per poi scendere lentamente verso l’incavo tra clavicola e spalla a depositare baci proibiti. Con le mani carezzava quel corpo che più volte aveva spiato nascosta dietro la tenda dellla finestra e sognato di sentire e che ora stava rispondendo inarcandosi di piacere. Con una calma estrema, le sue labbra scendevano a posarsi sul petto, la lingua a giocare coi piccoli e perfetti capezzolii, alternando baci a piccoli morsi per poi riprendere con la lingua a seguire il percorso. Giù, fino all’ombelico, dove soffermarsi a lasciare una goccia di saliva a lambire le proprie labbra desiderose.
Sentire il corpo di Stefano reagire ai suoi baci e alle sue carezze la ripagavano di tutte le notti insonni passate a soddisfare da sola un piacere che ora stava finalmente realizzandosi.
Con gesti lenti ma decisi gli fece scivolare via i boxer che ancora indossava, sfilandogli dalle gambe mentre il suo viso si solleva per fissare lo sguardo pieno di desiderio negli occhi di lui.
Si allungò con il corpo e la bocca semiaperta verso le labbra di Stefano per strappargli un bacio carico di eccitazione e sentire i loro corpi aderire per poi riscendere verso il centro del piacere.
La lingua ormai ingorda si muoveva decisa sull’inguine, prima a desrra, poi… piano… a sinistra e ancora e ancora fino a sentirlo gemere e supplicarla. Un sorriso maizioso ed un luccichio sinistro oscurarono per un attimo il volto di Chiara e Stefano ebbe un sussulto.
In pochi secondi si ritrovò coi polsi legati alla testiera del letto e Chiara in piedi sopra di lui con una benda di seta nera tra le mani.
Chiara mise la benda sugli occhi di Stefano, non le sembrava vero d’esser riuscita ad esser così audace… in un certo senso la faceva sentire più sicura di se, lui non potendola vedere non poteva nemmeno giudicarla e, chiara, di questo aveva immensamente paura… ecco perché tutto quell’aspettare, quei giochi di sguardi che sembravano non arrivare mai a nessuna conclusione.
Chiara ha sempre vissuto di amori platonici per paura di rompere il sottile muro con cui la società separa una troia da una santa, aveva visto per anni la madre insultata e maltrattata dal padre e etichettarla con questi appellativi… lei non voleva dare modo a nessuno di poterla giudicare ma, così facendo, si è sempre preclusa l’amore e il piacere.
Con Stefano però era tutto diverso… lei ormai lo conosceva e amava platonicamente da tantissimo tempo, aveva spiato il suo modo di vivere, i suoi segreti, le sue paure, le sue manie e amava ogni sfaccettatura… con lui era pronta a lasciarsi andare e rompere quelle catene di pregiudizi che si portava dietro dall’infanzia.
A cavalcioni su di lui sentiva il membro sempre più duro e venoso, era già eccitata ma, per sicurezza, lo bagnò di saliva prima di infilarlo dolcemente dentro di se… Stefano era immobile, con la testa affossata nel cuscino e il respiro sempre più carico di desiderio. Più chiara aumentava il ritmo, più sentiva crescere un calore immenso in tutto il corpo, arrossendo in viso. Arrivò il piacere, improvviso e potente, che aumentò la sua durata nel sentire quello caldo di lui invaderla.
“Allora era vero che eri indisposta”, disse poi Stefano guardando il suo sesso.
“No… è la prima volta che faccio l’amore”, rispose chiara sentendosi per la prima volta davvero donna.
Chiara sciolse i lacci che imprigionavano ancora le mani di Stefano si sdraiò accanto a lui, ancora calda…sul suo viso si disegnò un nuovo sorriso…Stefano passò il suo braccio intorno alla sua testa e girò il volto per incontrare gli occhi dolci di Chiara, riempiti da una nuova luce… “Perchè proprio io?” chiese con dolcezza, senza staccare i suoi occhi da quelli di Chiara… “Perchè ti conoscevo bene, anche se non ci eravamo mai presentati, ma volevo incontrare la tua anima, e volevo che tu conoscessi e facessi tua la parte migliore di me…” A Stefano sfuggì una lacrima di commossa felicità dall’angolo degli occhi e cercando la bocca di Chiara le dette ancora un bacio dolce, dentro il quale racchiuse la promessa che avrebbe fatto tutto quello che fosse stato in suo potere per renderla felice, per ritrovare ogni sera quella luce nei suoi occhi e quelle piccole rughe che circondavano il suo sorriso…Cercò la mano di Chiara e la intrecciò alla sua…erano diventati una cosa sola, due anime racchiuse nell’intreccio di quelle mani…e la consapevolezza che non le avrebbero mai fatte fuggire… Chiara si abbandonò al sonno, e Stefano senza muoversi per non svegliarla le sussurrò tra i capelli neri profumati “Dormi bene mia dolce Chiara…a domani…” In quelle due parole era racchiuso il senso di due vite che stavano cambiando le loro rotte per provare a camminare insieme in un’unica direzione…”A domani…”

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26 comments

  1. Silvia · aprile 8, 2014

    sì sì….siamo stati proprio bravi 😀

  2. Sun · aprile 8, 2014

    Ma quanto siamo stati bravi? 😀

    • Carlo Galli · aprile 8, 2014

      E ci siam divertiti haha

      • Sun · aprile 8, 2014

        Da morire, cosa non di secondaria importanza!!!

  3. vittoriot75ge · aprile 8, 2014

    Da rifare, che ne dici? 🙂

  4. zerogravity · aprile 8, 2014

    il bello sta anche nella genuinità di una collaborazione semplice! Bravi! art 🙂

    • Carlo Galli · aprile 8, 2014

      Grazie cara
      Un abbraccio e, se vorrai partecipare al prossimo ben volentieri:)

  5. palmabotta · aprile 8, 2014

    Bravi!!! Molto bello!

  6. jalesh · aprile 8, 2014

    Direi che è un esperimento riuscitissimo…complimenti a tutti gli autori

  7. violadelpensiero87 · aprile 8, 2014

    Molto coinvolgente!

  8. Stella · aprile 8, 2014

    bellissimo carlo grazie del tuo pasdsaggio
    uffa in sospeso no riesco cambiare mia foto profilo 🙂

  9. mairitombako · aprile 8, 2014

    BRAVI BRAVI TUTTI

  10. fimoartandfantasy · aprile 8, 2014

    Romantico ma sensuale… Sentimentale ma eccitante… Accattivante, e nella giusta misura! Non siete caduti nel volgare neanche per un attimo, e la linea tra erotico e porno è molto sottile! Bravissimi!!! Stefano è meglio di mr Grey! 😉

  11. fulvialuna1 · aprile 11, 2014

    Complimenti a tutti.

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