Un salto nel passato… per vedere i “Grandi problemi” di oggi. (Miniracconto)

“Certo, un figlio è un bell’impegno… ma quattro!” pensava tra sé Mariarosa, mentre strofinava i panni sporchi sull’asse di legno che finiva nel catino. Un profumo di Marsiglia la avvolgeva e le sarebbe rimasto addosso fino alla mattina seguente, giornata di messa mattutina, facendola sentire a proprio agio tra i banchi della navata. In testa, stava ripassando le parole della supplica che avrebbe rivolto al signore per fare in modo di riavere il suo Geremia sano e salvo. Era il 1945 e tutta l’europa era a ferro e fuoco. Per quanto riguardava il cibo, tra le quattro galline ossute e spennate che facevano un uovo alla settimana, e la vacca tanto magra al punto che ci si potevano appendere i salami sulle ossa del bacino(ad averli i salami!), non c’era da stare allegri. Eppure Mariarosa donava il sorriso ai suoi bambini perché, l’amore sperimentato con il suo Geremia, era più forte della brutalità dell’uomo e le aveva insegnato che, su di quello, niente aveva la meglio. Insegnava che bisognava mettere il cuore in tutto quello che si faceva e, ancor più importante, era il saper accontentarsi ed essere umili. Così ogni mattina si alzava, ringraziava la volpe per non averle mangiato le galline, la terra per offrirle i tuberi, il cielo per aver evitato la tempesta e, un bel giorno, l’orizzonte per aver fatto ricomparire la sagoma del suo uomo, tutto intero.

Carlo Galli

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49 comments

  1. palmabotta · aprile 24, 2014

    che dolce o.O

  2. virtuos@mente · aprile 24, 2014

    Il rito della riconoscenza: dicono che sia un esercizio che dovremmo imparare a praticare giornalmente per vivere più sereni e spensierati. 🙂

  3. im1dreamer · aprile 24, 2014

    Meraviglioso..

  4. vagoneidiota · aprile 24, 2014

    Delizioso

  5. jalesh · aprile 24, 2014

    Un eccellente racconto che fa riflettere e capire quanto sia importante affrontare la vita sorridendo e vivere con gli occhi del cuore…..Ottima l’ambientazione …complimenti fervida immaginazione ed originale

  6. Gregorio Leone · aprile 24, 2014

    Piacevole lettura

  7. Barby · aprile 24, 2014

    Ma che meraviglia! Bravissimo Carlo! Baci 😉

    • Carlo Galli · aprile 24, 2014

      Grazie Barby 🙂
      Un sorriso

      • Barby · aprile 24, 2014

        😉

  8. lemieemozioniinimmaginieparole. · aprile 24, 2014

    un racconto che ti rimane dentro per una sincera riflessione …. al sapore delle cose buone … grazie

  9. wsa0 · aprile 24, 2014

    Ti scrivo una frase “famosa” di. Violeta Dyli che dice che :”State lontano dalla TV , state lontano dai supermercati andate a fare acquisti in centro o dai agricoltori locali , state lontano dalla città , perché arriverà un giorno che solo chi vive in campagna può sopravvivere grazie al suo fazzoletto di terra che offre sempre frutta e verdura. Hai mai immaginato di svegliarsi una mattina e trovare tutti i supermercati chiusi? “

    • Carlo Galli · aprile 24, 2014

      Sarebbeun disatro !! 🙂

      • wsa0 · aprile 24, 2014

        😉 comunque mi é piaciuto il tuo racconto.bravo ! Sai io sono ” sensitiva ” e cercò di trasmettere le mie visioni a in di bene senza allarmismi.uomo avvisato mezzo salvato.tu sei un Gallo e noi Polli che abitiamo in città se dovessero chiudere i supermercati al improvviso faremo tutti la fame tranne chi vive in campagna .tutto qui. Siamo schiavi…

  10. belindaraffaeli · aprile 24, 2014

    Difficile…molto tenero e ben inserito nel contesto. leggendo, l’ epoca a cui si riferisce è perfettamente ricostruita e rivive con le tue parole.

  11. Monique · aprile 24, 2014

    Commovente, mi piace molto e, soprattutto, insegna tanto.
    Che coincidenza, facevo poco fa una riflessione sul “metterci il cuore” 🙂
    Adesso siamo eccessivamente vulnerabili, costruiti, fragili, occorre davvero uno sguardo indietro per reimparare la spontaneità e la semplicità.

    • Carlo Galli · aprile 24, 2014

      Lo credo anche io 🙂
      Buona serata cara

      • Monique · aprile 24, 2014

        Sei d’altri tempi, resta così 🙂
        Buona serata.

      • Carlo Galli · aprile 24, 2014

        :)))))

      • Carlo Galli · aprile 24, 2014

        Anche a te cara

  12. Silvia · aprile 24, 2014

    Se davvero un’anima bella Carlo! 🙂

  13. thenewsageblog · aprile 24, 2014

    Ottimo – mi piace tanto :)!

  14. Patrizia M. · aprile 24, 2014

    Delizioso, fa molto riflettere!! Bravo Carlo, sempre un piacere leggerti!!
    Serena notte, Pat

  15. laurapozzani · aprile 24, 2014

    Dolcezza e saggezza si sprigionano da questo miniracconto, in poche righe tante emozioni… bravo davvero Carlo! Un sorriso grande anche da parte mia. 🙂

  16. Ronny Tresor · aprile 25, 2014

    Bellissimo, complimenti!

  17. mfantuz · aprile 25, 2014

    Davvero un bel racconto, dovrebbe insegnare a molti come vivere con cuore e umiltà.

  18. mairitombako · aprile 25, 2014

    fantastico ,ma sei fatto di zucchero ?

  19. lilasmile · aprile 25, 2014

    Il sorriso e la speranza sono più forti della guerra. E’ bello come riporti quali siano i valori veri della vita.

  20. Helena · aprile 25, 2014

    E’ stato come ascoltare i racconti di mia nonna…in un passato dolce e amaro. Per questo mi piace! 🙂

  21. fulvialuna1 · aprile 28, 2014

    Che meraviglia! Mi hai ricordato mia nonna, che malgrado la vita dura che ha avuto era sempre pronta alla carezza e a ringraziare per ciò che aveva.

    • Carlo Galli · aprile 28, 2014

      Esatto. .. una generazione totalmente diversa. .. 🙂

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