Serena suona il piano

Serena aveva sempre uno sguardo assente, con un invisibile velo di malinconia ad impedire che i suoi occhi brillassero. Eppure aveva tutto ciò che una persona potesse desiderare, dicevano in paese: alta oltre la media, capelli color grano che si snodavano in morbidi boccoli fino a mezza schiena e una bocca carnosa sulla quale qualsiasi uomo sarebbe stato disposto a morire.
“Non è tutto oro ciò che luccica” amava rispondere a quegli infiniti elenchi di pregi che tutti le facevano notare.
In realtà, a dispetto del nome che portava, Serena non lo era affatto. Camminava per strada a testa bassa, quasi volesse nascondersi dalla luce del sole che si abbatteva prepotente sulla sua carnagione candida, favorendo il riaffiorare di quelle lentiggini che non poteva vedersi in viso. Era infatti l’unica caratteristica che aveva in comune con la sua sorella gemella, Alessia, costretta sulla sedia a rotelle da una malattia rara, “incurabile” come dicevano gli innumerevoli dottori che l’avevano esaminata. Riusciva a muovere solamente le lunghe e nodose dita che, posate sui tasti bianchi e neri del grande pianoforte a coda che avevano in soggiorno, sapevano accarezzare le corde dell’anima attraverso quelle dello strumento. Le era legata talmente tanto che, il giorno in cui scomparve, perse la capacità di sorridere, come fosse stata sepolta anch’essa con quel gracile corpicino.
“Se la realtà è così dura, allora, userò la fantasia per modificarla a mio piacimento” si disse una sera, mentre da sdraiata sul letto snocciolava avanti e indietro un grande rosario che aveva sempre tra le mani la gemella.
Ma come fare?
La risposta arrivò inaspettata, mentre sedeva sullo sgabello del pianoforte e contemplava le invisibili mani di Alessia che si muovevano libere sui tasti. Capì che la libertà poteva avere forme inaspettate, che non era legata al corpo ma bensì allo spirito, proprio come quando la sorella viaggiava lontana con la sua musica.
Serena non prese mai nessuna lezione di piano ma, chiunque passasse sotto alla finestra di quella casa, poteva sentire delle dolcissime note danzare con le sue risa.

Carlo Galli

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37 comments

  1. kalosf · luglio 16, 2014

    Bello!

  2. "Cippe's" · luglio 16, 2014

    Molto bello! 😉

  3. jalesh · luglio 16, 2014

    Uno stupendo racconto ben intrecciato. Una trama originale, con dei passaggi descrittivi dolci e malinconici…un finale inatteso ma decisivo e risolutivo per la protagonista….compllimenti

  4. Assunta Ghidini · luglio 16, 2014

    Struggente…
    Nei prossimi giorni, quando suonerò il pianoforte, proverò a fare come Serena;
    poi cosa succederà Charl ?

    Mi è piaciuto moltissimo 🙂

  5. Assunta Ghidini · luglio 16, 2014

    Contaci!
    🙂

  6. LauraP. · luglio 16, 2014

    Il racconto è stupendo, rapido e intenso allo stesso tempo, con un finale che ti sorprende molto piacevolmente e che dimostra che a volte nasce “un fiore sopra un fatto brutto” (cazone Dalla-Morandi). Bravo! Dolce notte. 🙂

  7. ladyviolet83 · luglio 17, 2014

    Infonde serenità…

  8. mo1503 · luglio 17, 2014

    Bello e poetico,complimenti

  9. newwhitebear · luglio 17, 2014

    Un racconto ben strutturato e svilupapto che si lascia piacevolmente leggere.
    Una storia che fa riflettere, perché a volte il destino si diverte a giocare con i suoi personaggi.
    Complimenti

  10. tachimio · luglio 17, 2014

    Caro Carlo hai scritto un raccontino essenziale, dolce, il cui pezzo dove parli di” libertà non legata al corpo bensì allo spirito” che può assumere forme inaspettate , mi porta totalmente dalla tua parte.Un abbraccio. Isabella

  11. semprecarla · luglio 17, 2014

    Sei finito/a in laboratorio per un “esperimento” … http://ladimoradelpensiero.wordpress.com

  12. lisafobia · luglio 18, 2014

    ma che bello! Mi ha lasciato un’ombra di dolce malinconia.

  13. mairitombako · luglio 18, 2014

    stupendo..come lo sei tu 😉 parole di greca

  14. Stella · luglio 18, 2014

    🙂

  15. mfantuz · luglio 18, 2014

    molto bello il racconto, altrettanto quello che ci vuoi trasmettere: amore e nient’altro.

  16. lilasmile · luglio 18, 2014

    A volte la vita sembra prendersi gioco di noi e noi possiamo solo ribaltare i nostri sentimenti cercando di trovare in ogni impegno e in ogni dolore, il punto che ci porta lontano e che ci rende sereni..

  17. mairitombako · luglio 20, 2014

    stupendo……….!!!

  18. fulvialuna1 · luglio 25, 2014

    Odi mi ha emozionato tanto che mi è sembrata di viverla questa storia. Bellissima, come la tua anima.

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