Son stato rapinato

Che io sia dipendente falle emozioni, è un dato di fatto. Quella che ho provato subendo il furto nel negozio due giorni fa, però, è la più sgradevole che abbia mai provato.  Rivedendo i video delle telecamere, una sensazione di ingiustizia e di amarezza mi assale ogni volta, il sentirsi violato nel mio territorio da alcune persone che non dovrebbero stare in Italia… non è un discorso razzista, però, perché non si controllano gli immigrati e si lasciano a piede libero? Perché io non posso reagire di fronte a una rapina perché sennò vado nel torto? Perché quelle persone sono già libere? Perché se li blocco in negozio vengo denunciato per sequestro di persona? Perché io che rischio magari anche una coltellata e sibisco un danno economico molto alto, non sono tutelato come ci compie il Furto?
A voi sembra una situazione normale??????

A me sembra che l’Italia sia ormai il paese dei balocchi per i balordi!!!!!

 

Carlo Galli

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Serena suona il piano

Serena aveva sempre uno sguardo assente, con un invisibile velo di malinconia ad impedire che i suoi occhi brillassero. Eppure aveva tutto ciò che una persona potesse desiderare, dicevano in paese: alta oltre la media, capelli color grano che si snodavano in morbidi boccoli fino a mezza schiena e una bocca carnosa sulla quale qualsiasi uomo sarebbe stato disposto a morire.
“Non è tutto oro ciò che luccica” amava rispondere a quegli infiniti elenchi di pregi che tutti le facevano notare.
In realtà, a dispetto del nome che portava, Serena non lo era affatto. Camminava per strada a testa bassa, quasi volesse nascondersi dalla luce del sole che si abbatteva prepotente sulla sua carnagione candida, favorendo il riaffiorare di quelle lentiggini che non poteva vedersi in viso. Era infatti l’unica caratteristica che aveva in comune con la sua sorella gemella, Alessia, costretta sulla sedia a rotelle da una malattia rara, “incurabile” come dicevano gli innumerevoli dottori che l’avevano esaminata. Riusciva a muovere solamente le lunghe e nodose dita che, posate sui tasti bianchi e neri del grande pianoforte a coda che avevano in soggiorno, sapevano accarezzare le corde dell’anima attraverso quelle dello strumento. Le era legata talmente tanto che, il giorno in cui scomparve, perse la capacità di sorridere, come fosse stata sepolta anch’essa con quel gracile corpicino.
“Se la realtà è così dura, allora, userò la fantasia per modificarla a mio piacimento” si disse una sera, mentre da sdraiata sul letto snocciolava avanti e indietro un grande rosario che aveva sempre tra le mani la gemella.
Ma come fare?
La risposta arrivò inaspettata, mentre sedeva sullo sgabello del pianoforte e contemplava le invisibili mani di Alessia che si muovevano libere sui tasti. Capì che la libertà poteva avere forme inaspettate, che non era legata al corpo ma bensì allo spirito, proprio come quando la sorella viaggiava lontana con la sua musica.
Serena non prese mai nessuna lezione di piano ma, chiunque passasse sotto alla finestra di quella casa, poteva sentire delle dolcissime note danzare con le sue risa.

Carlo Galli

Quando nasce un amore (Poesia)

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Inverno dentro e fuori,
senza colori,
vento mortale
che spezza la vita.
Poi un bagliore improvviso
nasce un sorriso,
e tracce di cuore
mano per mano
dentro alla neve
indietro lasciamo.
Fusione di corpi
s’incendia l’anima,
scende una lacrima…
…è nato un amore.

Carlo Galli

(foto personale)

Testo di una mia canzonetta… (Se qualche musicista vuole fare una base, volentieri XD)

Prendimi,
mi sposterò un po’ in là,
prendimi,
dentro di me c’è ancora spazio,
prendimi,
prova a venire e poi chissà,
…e poi chissà.
Guardami,
bevo la vita e il sudore,
guardami,
sono ubriaco di vuoto senza amore,
guardami,
nel tutto e il niente mio interiore,
…mio interiore.
Saziami,
fammi vedere che qualcosa esiste,
saziami,
fammi uscire da questo male,
saziami,
così non posso che esser triste,
…esser triste.

Puoi essere ciò che mi darà calore,
ciò di cui ho bisogno per cambiare,
perché fai finta di non sentire,
adesso ti sto chiamando e invece,
preferisci non ascoltare?
…ti prego non mi abbandonare,
coscienza,
odiata mia coscienza…
coscienza,
amata mia coscienza.


Senza limite,
non so qual’è il freno da schiacciare,
senza limite,
ho paura di investire chi mi vuole amare,
senza limite,
non mi resta che aspettare,
…che aspettare.
Senza logica,
un colpo sparato verso cielo,
senza logica,
devo trovare un riparo sicuro,
senza logica,
ho paura perché piovono proiettili,
…piovono proiettili.
Scusami,
se ti ho sempre messo il bavaglio,
scusami,
se credevo di non aver bisogno,
scusami,
sto già pagando per questo sbaglio,
…questo sbaglio.

Puoi essere ciò che mi darà calore,
ciò di cui ho bisogno per cambiare,
perché fai finta di non sentire,
adesso ti sto chiamando e invece,
preferisci non ascoltare?
…ti prego non mi abbandonare,
coscienza,
odiata mia coscienza…
coscienza,
amata mia coscienza.


Facciamo un patto,
ho capito che senza te non sono niente,
facciamo un patto,
ho capito che chi è forte è cosciente,
facciamo un patto,
ho capito che ci vuole cuore e mente,
cuore e mente,
cuore e mente,
cuore e mente.

Puoi essere ciò che mi darà calore,
ciò di cui ho bisogno per cambiare,
perché fai finta di non sentire,
adesso ti sto chiamando e invece,
preferisci non ascoltare?
…ti prego non mi abbandonare,
coscienza,
odiata mia coscienza…
coscienza,
amata mia coscienza.

Carlo Galli

Attori (aforisma)

Siamo tutti attori,
sottoposti alle più spietate macchine da presa che possano esistere: gli occhi della gente.
Essi infatti non si limitano a riprendere,
ma giudicano spesso per quel che vedono in superficie.

Carlo Galli

Parlo,scrivo e penso al niente

Parlo.
Parlo di tutto,
che poi è parlare di niente.
Parlo di me,
di te,
di tutti
e alla fine è come parlare di nessuno.
Parlo di ieri,
di oggi,
di domani.
Parlo del tempo,
quello che ho vissuto
e quello che non ho avuto il coraggio di vivere.
Parlo e scrivo,
scrivo e parlo,
parlo e penso di emozioni tutte mie,
dei colori che io vedo…
…che poi è un parlar di niente,
in un mondo in bianco e nero.

Carlo Galli

E voi, di che “peccato” peccate?

I peccati, non sono altro che le frustrazioni represse
degli uomini che li hanno inventati.

Carlo Galli

 

1- Avarizia (essere attaccati ai soldi)
2- Gola (essere ingordi)
3- Lussuria (essere fissati con il sesso)
4- Ira (rabbia)
5- Accidia (una sorta di pigrizia)
6- Superbia (ostentare la propria presunta superiorità)
7- Invidia (desiderare le cose degli altri)

Tra tutti i peccati capitali, l’unico che mi sentirei di escludere è l’invidia… Non che non l’abbia mai provata ma, adesso, sono consapevole che non porta a nulla se non il rodersi inutilmente il fegato. Preferisco quindi gioire delle vittorie altrui. Per tutti gli altri, invece, provo una grande malinconia al sol pensiero di non poterci più sguazzare dentro XD

Carlo Galli