Castrati

Siamo castrati,
incastrati dalle cose
in destini complicati,
sotterrati da montagne
di pressante indifferenza,
sterili genitori
che curano solo l’apparenza…
E si nasce sempre meno
ma si muore un po’ più in là,
avanti, contro i mulini a vento
questa nuova società.

Carlo Galli

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40 comments

  1. kalosf · ottobre 22, 2014

    Sarebbe stata meravigliosa se non ci fosse stata quella rima finale. L’incipit ed il corpo della composizione è stupendo

  2. fulvialuna1 · ottobre 22, 2014

    Hai sottolineato una terribile verità.

  3. mairitombako · ottobre 22, 2014

    verita cruda.ma verita…
    ti abbraccio ,qui la notte ‘gia stellata e bellissima…

  4. intensamente · ottobre 22, 2014

    che fatica talvota vivere, caro Carlo!

  5. jalesh · ottobre 22, 2014

    Carissimo hai fatto il punto della nostra situazione in società…bravissimo bisous

  6. simplemotion19 · ottobre 22, 2014

    Rimangono i pazzi don chisciotte ,i sognatori,ma in senso positivo 😉 bella davvero,un abbraccio

  7. Monique · ottobre 22, 2014

    Una degna fotografia dei nostri tempi 😦

  8. Patrizia M. · ottobre 22, 2014

    Molto dura e cruda, ma d’altronde è la realtà!!
    Buona serata, Pat

  9. lilasmile · ottobre 22, 2014

    Ma a volte c’è chi vuole combattere in nome del sentimento e solo per questo vale la pena vivere!

  10. Laura · ottobre 22, 2014

    Quanta triste verita’ nella tua bella poesia, un abbraccio Carlo, serena notte, 🙂

  11. Rebecca Antolini · ottobre 23, 2014

    da incorniciare.. per renderci conto della realtà… complimenti caro Carlo

    • Carlo Galli · ottobre 23, 2014

      Grazie mille 🙂

      • Rebecca Antolini · ottobre 23, 2014

        abbi un serena giornata 😉

      • Carlo Galli · ottobre 23, 2014

        🙂
        Un abbraccio

      • Rebecca Antolini · ottobre 23, 2014

        😉

  12. 65luna · ottobre 23, 2014

    Perfetta descrizione di una societa’ a cui piace piu’ apparire che essere.Buongiorno,65Luna

  13. carolinsigna · ottobre 23, 2014

    A me piace anche l’ultima rima, KALOSF! sarebbe incompleta e non renderebbe lo stesso pessimismo senza.. è anche un pò proprio questa dissonanza finale un pò brusca, un pò commerciale, secondo me, a dare corpo al testo.

    • Carlo Galli · ottobre 23, 2014

      anche secondo me… però i gusti son gusti 🙂

      • carolinsigna · ottobre 23, 2014

        su questo non si discute! ma scrivere una poesia è diverso dall’esprimere le proprie considerazioni.. per lo più, se non costruttive.. mi verrebbe da chiedergli: “Come l’avrebbe finita lui?”

      • Carlo Galli · ottobre 23, 2014

        IO in media impiego massimo un paio di minuti a scrivere quello che ho in testa, utilizzando il cell… e mi piace variare, a volte rimo, a volte filosofeggio altre volte esprimo considerazioni… se legge i commenti magari, può dire come l’avrebbe chiusa lui….

  14. carolinsigna · ottobre 23, 2014

    intanto provo a pensare a come l’avrei chiusa io: “E si nasce sempre meno
    ma si muore un po’ più in là, forse non è un mondo fatto per tutti, c’è chi ci riesce e chi non ce la fa! 🙂

  15. carolinsigna · ottobre 23, 2014

    Anzi! Con i due punti invece dell’ultima virgola!

  16. silviacavalieri · ottobre 23, 2014

    Si muore meno, ma intanto si muore dentro. Versi pieni di significato!

  17. C. Morcone · ottobre 23, 2014

    sembra il testo di una canzone rap di denuncia sociale 🙂 bravo

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