Impressioni

Ho l’impressione che oggi
non esista più una posizione,
si giustifica sempre ogni azione…
Le persone non sono più cattive
ma solo “diversamente buone”,
e gli imbecilli che ci credono
“diversamente intelligenti”.

Carlo Galli

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Vi regalo un pezzo intimo di me…

Quando penso che sono solo,
quando vorrei spiccare il volo,
quando mi accorgo che le ali,
in realtà non le ho mai avute…
e quante volte non mi son piaciute,
ma l’ho fatto per la compagnia,
tante volte… davvero troppe.
Quando vedo quanto sono triste,
e mi invento ciò che non esiste,
quando sento di essere un uomo
che non ce la fa, non resiste…
quando sento questo peso addosso,
che non riesco neanche più a parlare,
carta e penna…
…e sfogo il male.

Carlo Galli

Voglio fregare la morte (deliri notturni)

Voglio fregare la morte,
ubriacarmi della vita
fino a stare male,
esaurire ogni energia
rincorrendo la passione,
seguire gli impulsi,
oltrepassare i limiti,
annegare nella lussuria
che riempie il mio ego.
Voglio fregare la morte
sopravvivendo a tutto questo,
fino a vegetare in un corpo
che ha visto tutto e fatto tutto
così che, quando arriverà,
troverà un uomo già finito.

Carlo Galli

Ci si stanca

Ci si stanca di lavorare,
di litigare,
di risolvere tutti quei problemi
che sommergono il giorno
con le loro mareggiate.
Ci si stanca del dolore,
della sofferenza,
della noia che tortura lentamente
e tramuta i secondi in ore.
Per fortuna ci si stanca
di tutte queste cose,
così che non si abbandoni
la voglia della vita.

Carlo Galli

Sara

Era sempre seduta in fondo alla classe, le esili spalle chiuse in avanti sembravano faticare a reggere il delicato peso delle ciocche corvine che, a intervalli regolari, scostava con le lunghe e affusolate dita, martoriate dal vizio di mordersi le unghie. In realtà erano i suoi pensieri a gravarle addosso, era il peso di sopportare la sofferenza degli altri a darle tormento. Non che lo volesse, affatto. Eppure non poteva farci niente, ogni qual volta che si ritrovava a guardarsi intorno, con aria smarrita, vedeva il lato oscuro delle cose: un abbraccio che odorava di falso, un sorriso che nascondeva disagio, un’anima martoriata dalla vita che stava per spegnersi…
Se ne stava sempre zitta, con la sua moleskine tra le mani, sembrava spettatrice passiva della vita, relegata dietro a quell’epidermide color del latte che, non appena la interpellavo, si colorava di un rosso tenue sulle guance.
Eppure era la mia studente più brillante.
Il giorno che dovette trasferirsi con i genitori in Germania, mentre mi salutava con un insolito abbraccio, lasciò cadere nella mia borsa la sua agenda, me ne accorsi una volta a casa quando, rovistando per cercare le chiavi, la trovai.
Le pagine erano un susseguirsi di riflessioni, di sensazioni e tormenti. Erano un sunto realistico della vita di qualsiasi essere umano lei avesse incontrato nel suo cammino. Mi ritrovavo tra le mani una finestra dalla quale guardare il mondo, affacciata sul sensibile spettacolo dei sentimenti.
Fu però quando una sera, illuminata dal calore del camino, arrivai alle ultime pagine di quel diario, che tutto si fermò per un istante. Il mio nome spiccava in alto al foglio, scritto in rosso, seguito dalla frase: questo è il regalo che le voglio fare, professoressa, in cambio di tutto ciò che mi ha insegnato.
Lessi più volte ciò che vi era scritto e, per la prima volta, sentivo d’esser nuda, vulnerabile e spaurita.
Le mie lezioni da quel momento in poi cambiarono, avevo capito che per crescere non bastava la teoria, i numeri e la ragione, il mondo era già fin troppo pieno di automi colti ma veramente troppo poco intelligenti… da quel giorno promisi a me stessa che avrei insegnato prima di tutto a diventare esseri umani.

 

Carlo Galli

Sono un Uomo che piange

Bravi uomini duri,
battete i pugni sul tavolo,
voi sapete sempre cosa fare,
avete uno splendido controllo
che poi sfocia nell’ignoranza.
Avanti testosterone,
oscura i sentimenti,
crea una scorza dura
che fa marcire il frutto dentro.
Avanti uomini duri,
sputatemi veleno addosso,
io rido di questo paradosso…
… perché sono un Uomo che sa piangere.

Carlo Galli