Non riesco a piangere

Non riesco a piangere
tanto è il vuoto dentro,
scende buio senza fondo
e lascia spazio alla vertigine.
Un bambino si nasconde
dietro espressioni consumate,
son finite le illusioni,
le caramelle già scartate.
Dove sei piccolo mio,
t’ho perduto troppo presto,
ti prego indicami la via
verso l’isola perfetta.
Troppe onde, troppo vento,
questo niente mi inabissa,
ci sarà un pezzo di terra
per tornare a camminare?

Carlo Galli

Carlo Galli

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35 comments

  1. chezliza · aprile 5, 2015

    O per tornare a volare Peter? 😀

  2. Do · aprile 5, 2015

    Mamma mia… sembra in commemorazione della morte di un figlio…

  3. fulvialuna1 · aprile 5, 2015

    Certo che c’è….ma se non ritrovi il bambino quel lembo di terra sarà sempre sabbia mobile.

  4. tachimio · aprile 5, 2015

    Bravo Carlo. Un abbraccio caro Carlo e buona Pasqua. Isabella

  5. jalesh · aprile 5, 2015

    Si risveglia la sindrome di Peter Pan??? Buonanotte Carlo. Bisous

  6. Laura · aprile 5, 2015

    Auguri Carlo, molto bello quello che hai scritto, un abbraccio e buona giornata per domani, 🙂

  7. mairitombako · aprile 5, 2015

  8. principotta · aprile 5, 2015

    Sei riuscito a dare un’ idea molto forte del dolore provocato dalla perdita del bambino interiore. Il fatto stesso di averlo scritto penso che sia terapeutico e che ti aiuti a ritrovarlo. Lo ritrovi lo ritrovi…rinasce dall’ uovo di Pasqua 🙂

  9. chiaramarinoni · aprile 6, 2015

    È tempo di rinascita, di resurrezione. A volte basta un aeroplano nel cielo, una barca sul lago oppure, un abbraccio sincero, e il bimbo ritorna. Il solo evocarlo nella perdita, è sapere che c’ è, e non è andato via. Le risate a crepa pelle aiutano.
    Un sorriso e auguri
    Chiara

  10. kalosf · aprile 6, 2015

    Una delle tue composizioni migliori…

  11. ❀ Rosa Andronaco ❀ · aprile 6, 2015

    http://i61.tinypic.com/n6qp74.jpg….molto molto bella ,complimenti

  12. colpoditacco · aprile 6, 2015

    Ammazza che tristezza… molto bella ma triste! 😦

    P.s. secondo me un modo per farti tornare a piangere c’è… due fru… è via! ahahah 😀

  13. newwhitebear · aprile 6, 2015

    Un saluto nostalgico al Peter Pan che alberga dentro di noi e che vorremmo che tornasse a farci compagnia.

  14. mangiasogni · aprile 7, 2015

    a volte, quando la realtà è una feroce tempesta di morsi e di sangue, che strappa la tela dell’anima dipingendola della gamma dei rossi, lui si fa piccolo piccolo, si nasconde nella minuta terra di sogni e riposa; non temere se ora non ascolta il tuo pianto, lui non morirà, ma riposa attendendo serenamente il sorgere del giorno più luminoso del mondo: il tuo giorno. Un abbraccio.

  15. lilasmile · aprile 9, 2015

    basta solo coccolarlo un po’ quel bambino che è in noi 😉

  16. rosarioboc (Sarino) · aprile 13, 2015

    Peter non morirà mai! Avessimo anche cent’anni le sue ali saranno sempre lì pronte per essere usate. Ma è l’isola che non c’è la vera sfida :), saremo in grado di riconoscerla quando ci capiterà d’incontrarla? e se anche fosse sapremmo viverci? Io credo che al “nostro bambino” non serva poi tanta fantasia, basterebbe aggiungere al comune cammino un po’ di Capitano Uncino, qualche spruzzo di Spugna o una magia di Trilly il tutto shakerato con una buona dose di realtà. A parte il mio farneticare :), la tua è una bellissima poesia. Complimenti. Ciao.

  17. Luca C. · aprile 16, 2015

    stupenda, anche se triste

  18. Salvatore Leone · aprile 17, 2015

    Mi piacciono le poesie che esprimono sentimenti genuini senza pudore. Senza quel bambino, che non sa più piangere e sognare, non troveremo mai un pezzo di terra dove tornare a camminare.

    Molto bella

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