Stanotte non dormivo perchè…

Stanotte non dormivo perché… pensavo.
Pensavo a tante cose che non mi hanno portato a niente, se non a pensare ancor di più.
Mi chiedevo quale fosse la linea sottile che divide il bisogno dall’amore:
Una persona sta con un altra per amore o, passata la passione iniziale e naturale dell’istinto animale si cade nella rete dei bisogni? Chi sta con noi lo fa per amore o per solitudine, sicurezza, abitudine, necessità psicologica inconscia o per questo fantomatico amore?
Mi domandavo quanto la mia vita fosse veramente mia:
Perché nella società si sente il bisogno di dare giudizi e quindi veicolare i comportamenti altrui? Perché senza rendermene conto mi autocensuro in continuazione secondo degli standard collettivi?
Devo essere fedele perché sennò sono una brutta persona… ma magari, invece, il partner nutre bisogni e desideri verso altri ma tace… allora chi è più vero? Io che ne parlo e lo dico o chi finge? Chi prende di più per il culo chi?
Mi piace pensare a persone fuori dagli schemi come le rock star. Molti di loro sono morti giovanissimi. Molti di loro hanno avuto problemi con la società. Tantissimi giudicano queste vite come sregolate, da non seguire e pericolose per le generazioni che le seguono… beh, a me pare di vedere un ammasso di pecoroni che, dalla tristezza del loro recinto belano in coro giudizi su ciò che sta al di fuori.
Chi è in questo caso la brutta persona? Chi ha il coraggio di vivere e paga anche con la vita le conseguenze, o chi finge perbenismo e però, nel silenzio della camera da letto si masturba all idea della fornaia, dell idraulico, della professoressa del figlio, del magazziniere dell’ikea ecc?
Penso davvero che la vita sia una pagliacciata, un triste circo dove gli uomini sono semplici comparse che recitano copioni e esercizi provati e riprovati dove, l’unica cosa vera, sono gli animali (seppur addomesticati).
La mia rabbia è l’ipocrisia che ho con me stesso inconsciamente. La coerenza che cerco di avere secondo norme comuni. Quanto mi piacerebbe essere libero di contraddirmi in continuazione,a secondo di ciò che ho in mente da un momento con l’altro… eppure non sempre lo faccio… poi dovrei subirne le conseguenze… resterei più solo, sarei giudicato, dovrei sopportare le conseguenze delle azioni fuori dall’ordinario. Ecco che allora ci si adatta… me ne sto zitto e sopprimo l’animale che c’è in me sentendomi limitato e in colpa per ogni istinto:
Se mi viene un erezione guardando le mani della cassiera che imbusta le banane… se ho voglia di bere Martini fino a vomitare… se sento di alzarmi in una riunione e dire che stanno dicendo cazzate… ecc… ecc…
Noi viviamo solo il secondo del presente, io stesso all’inizio di questo post stavo creando qualcosa che prima non esisteva. C’è sempre bisogno di avere delle previsioni e delle certezze. In realtà il domani non esiste, e neanche il minuto dopo che avrete letto questo post non esite. È come se davanti a noi ci sia il nero,il niente,il buio. Non esiste. L io tra un ora non esiste. Probabilmente esisterà e posso dire che sarà pressoché uguale a quello di adesso che sta scrivendo questo post ma non esiste. Domani probabilmente sorgerà il sole ma, ci sono mille variabili per le quali potrà non succedere. Eppure pensiamo sempre di avere sotto controllo, tramite previsioni e probabilità, ciò che ancora non esiste, ciò che è semplicemente il niente nel corso del tempo.
E su queste previsioni si basa tutto.
Siamo gli unici animali a fare così.
Siamo gli unici animali che tradiscono se stessi per il bene comune.
Siamo gli unici animali ad essere evoluti talmente male che, anziché dormire per recuperare energie, spendiamo tempo in cose inutili… come scrivere queste parole.

Carlo Galli

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58 comments

  1. momimio · agosto 11, 2015

    “beh, a me pare di vedere un ammasso di pecoroni che, dalla tristezza del loro recinto belano in coro giudizi su ciò che sta al di fuori.”
    Verissimo, sei più malinconico che mai!

  2. LudiLud · agosto 11, 2015

    non penso affatto sia stato inutile scrivere queste parole (le riflessioni nero su bianco servono sempre a qualcosa). condivido tutto ciò che hai scritto e mi ci ritrovo più che abbastanza. ho un solo appunto sulla terzultima riga (mi concedo questa libertà 😉 ): non credo che tradiamo noi stessi per il bene comune (magari!) forse per il perbenismo comune? o forse non ho ben inteso ciò che hai espresso. Riguardo al perché una persona sta con l’altra credo che in fondo in fondo, gira che ti rigira, sia esclusivamente per amore di sé (pur “amando” l’altro come può). Riguardo al giudizio gratuito è un comportamento che mi infastidisce parecchio, meglio trasformarlo in critica costruttiva ma spesso le persone si sentono “okay” solo ed esclusivamente se sono convinte che gli altri non lo sono. Personalmente apprezzo chi esprime le proprie opinioni con educazione e rispetto. Dovrebbero apprezzarlo anche i “capi” ed i colleghi in campo lavorativo, sarebbe un’ottima opportunità per crescere, condividere e migliorare anziché fare i pecoroni…Tanto ci sarebbe da dire… Bel post Carlo! Buona giornata 🙂

    • Carlo Galli · agosto 11, 2015

      Grazie davvero 🙂
      Buona giornata e un abbraccio a te

    • momimio · agosto 11, 2015

      Anche io sono d’accordo che se ci esprimesse con colleghi e superiori in modo diretto, dicendo quello che si pensa si crescerebbe in tutti i sensi. Ma non è così, se cerchi lavoro, la prima cosa che ti dicono e consigliano è, resta a testa bassa, non far vedere che sai più di loro, non parlare di te stesso agli altri. Ma che siamo computer? Robot?! Io per essere me stesso in ambito lavorativo mi sono sempre ritrovato male. Anche se ho avuto poche esperienze. Solo pochi sanno apprezzare. Le pecore spontanee e vere non piacciono.
      Una cosa che pero non apprezzo negli altri, e il “lecca cubismo” (ci siamo capiti). È una cosa che ti fa diventare indifferente nei confronti degli altri, inizi a pensare che siano tutti così, finti, che ti parlano bene e sorridono davanti e ti sparlano alle spalle. Ho detto questo perche hai scritto che l’amore in pratica è come un fatto di soddisfare un bisogno personale, giusto? In alcuni aspetti si forse. Triste eh! Se trovi una persona che ti ride sempre a ogni cosa che dici, che non ti critica o che non ti contraddice, allora c’è qualche problema! Pero a me piace anche la “complicità” tra due amanti, nel senso che l’altro ti difenderebbe sempre e comunque, pero quando c’è da dire la propria opinione la si deve dire. Perche altrimenti la monotonia finirebbe per soffocare tutto.
      Mi son dilungato troppo.. Quando inizio a parla su queste cose mi sento spontaneo e senza veli! Almeno dietro il filtro di questo schermo …

      • Carlo Galli · agosto 11, 2015

        Apprezzo tantissimo le opinioni 🙂
        Ne sono contento… ciò che hai scritto e molto ragionato e giusto.. a parer mio 🙂

      • momimio · agosto 11, 2015

        Quello che ho scritto, in questo caso, è il frutto di tante delusioni! Tante.. In ambito lavorativo, di amicizie e amore. Le ultime due ho imparato ad accettarle e a prenderle meno sul serio. Sul primo stendo un velo pietoso.. Hihihi

      • Carlo Galli · agosto 11, 2015

        Già… ho l’impressione che, lavorativamente, anche chi ha le capacità ma non è figlio di nessuno, troppo spesso, l’unica posizione a cui può ambire è quella a 90°

      • LudiLud · agosto 11, 2015

        purtroppo è proprio così. sugli appena arrivati potrebbe apparire un atto di presunzione esprimere proprie opinioni senza essere interpellati. forse bisogna prima conquistarsi la stima altrui, “soffocandosi” un po’. quel “cubismo” di cui parli mal lo sopporto anch’io e, non solo come capo, ma anche come collega e passante qualsiasi, preferirei confrontarmi con persone che esprimono ciò che davvero pensano senza dover temere nulla. così dovrebbe essere in ogni situazione per tutti se lo si fa con il dovuto rispetto ed educazione, senza giudizi, ma solo espressione del proprio punto di vista. Riguardo all’amore sì, è triste, perché si cresce con una visione piuttosto distorta. Il solo fatto di amare l’altro e di far qualcosa per lui/lei, è un nostro bisogno. Ciò non toglie che tutto possa essere magico e bellissimo comunque, forse solo un po più disilluso. Ovviamente è solo il mio punto di vista. La complicità è il combustibile di ogni relazione. grazie per il tuo intervento e grazie a questo “schermo” che ci fa “svelare” un po’ di più 😉

      • Carlo Galli · agosto 11, 2015

        🙂

  3. mimi · agosto 11, 2015

    Non é mai inutile interrogarsi…magari cercando di migliorarsi. Verissimo che uscendo dalle ipocrisie ci si sente più soli, ma quanto più “puliti”! 😉

  4. colpoditacco · agosto 11, 2015

    Che te ne frega di quello che pensano gli altri… comunque i demoni della notte sono i peggiori… a me mettono sempre a terra 🙂
    P.s. i post precedenti mi son piaciuti di più… ahahah 😛

  5. semprecarla · agosto 11, 2015

    Hai scritto un pezzo pazzesco, capace di scavare nell’animo del lettore. Non ho le risposte che cerchi è, probabilmente, non le possiede nessuno, ma solo ciuffi di pensieri che, a tratti, abbracciano i tuoi. Cosa credo? Che nel rispetto degli spazi comuni, della sensibilità di chi ha accanto e del buonsenso, ciascuno debba vivere senza reprimersi. Uniformarsi per non essere giudicato, nel bene e nel male, porta soltanto a polverizzare gli individui. Giorni fa, discorrendo con gli amici, mi sono sentita chiedere – non ti è mai capitato di parlare con qualcuno, di trovarlo simpatico e poi di andarci a letto e rimanerne delusa? – Noooo, non mi è mai accaduto! È stata la mia risposta che ha ammutolito tutti. Apparire antica, quasi blindata, non mi mette a disagio … Non è collezionare tacche che farebbe di me una persona migliore o peggiore, concordi? Vivo secondo quel che mi fa star bene, non cercando di farmi accettare dalla massa, a tutti i costi. Un saluto ☺️

  6. jalesh · agosto 11, 2015

    Ottime riflessioni che pongono degli interrogativi interessanti e costruttivi. Buona giornata bisous

  7. fulvialuna1 · agosto 11, 2015

    Ho una vita “normale”, niente estremismi, niente rock-star, niente di niente….ma cos’è stò niente? Quello che vuole la società o quello che voglio io?
    E’ quello che voglio io. Me ne sono sempre fregata di ciò che pensano o “vorrebbero o giudicano gli altri.
    -Che belle gambe che hai…se fossi in te metterei sempre gonne corte..- _neanche se mi impicchi me le metto, mi piace coprirmi..- -Dai, quel ragazzo ti guarda, buttati…- -Dal balcone mi butto, mio marito e basta…- potrei tirarne giù mille. Perchè devo mostrare? Perchè devo avere un avventura? Non sono puritana, sono io, me stessa e me ne frego…Poi ti vuoi far del male (per me così è) con eccessi che portano dove portano, fallo, non ti approvo, ma non ti giudico.
    Vivi, come vuoi, vivi. Ma rispetta gli altri.
    Comunque la notte è anche fatta per dormire.
    Sei sempre mitico.

  8. Marti in the Sky · agosto 11, 2015

    Grazie, sei sempre grande!

  9. oddonemarina · agosto 11, 2015

    Quello che hai scritto lo condivido, perché sono di quelle persone succube dei loro simili. Accettazione me l’hanno insegnato alla nausea, ma almeno riesco a sopportare questo vivere e cerco ogni giorno nel pensiero ciò che desidero di più. A volte il desiderio si avvera altre la pazienza diventa virtù. Non scoraggiarti e creati un equilibrio tutto tuo, inoltre hai la fortuna di scrivere da dio, che secondo me è già la rivolta del tuo pensiero verso gli altri.
    un caro saluto Marina

  10. babajaga · agosto 11, 2015

    bella riflessione che merita qualche momento in più di veglia.Credo che sia difficile vivere senza regole, in un modo o nell’altro siamo quasi obbligati a scendere a compromessi nel nostro modo di agire ,di vivere anche la quotidianità.Credo che il vivere come davvero ci piacerebbe potrebbe essere fattibile solo se non accettiamo alcun legame,e riusciamo ad avere un lavoro totalmente indipendente; è proprio dal vivere in comune che nasce il condizionamento della nostra vita. Un problema serio nasce invece dall’equilibrio che bisogna mantenere per essere se stessi quel tanto che basta a bilanciare la parte di noi che è obbligata a sottomettersi,poichè se si spezza quell’equilibrio si va fuori di testa… questo il mio modesto pensiero.Buonanotte

  11. Patrizia M. · agosto 12, 2015

    Non ho risposte da darti, anche perché mi pongo spesso io stessa queste domande, ultimamente più spesso del solito. Però ho letto con piacere quanto hai scritto, significa che non ero la sola a non dormire 😀
    Baciotto, Pat

  12. spirito.libero · agosto 12, 2015

    Questo post mi fa venire in mente quello che sto vivendi da un po’ di tempo a questa parte. Il senso dell’amore, lebpaure, essere fedeli o meno. Siamo condizionati inevitabilmente da quello che ci propina la societa’, l’educazione, i pregiudizi. Rompere gli schemi non e’ facile… ma per essere vivi bisogna farlo…

  13. jalesh · agosto 13, 2015

    Ciao caro buon Ferragosto bisous

  14. lamelasbacata · agosto 13, 2015

    Tante delle tue domande sono anche le mie in questi giorni. Ho la testa che fuma dai pensieri e dai dubbi con cui mi sto arrovellando. Siamo impastoiati tante di quelle regole di consuetudine e perbenismo da dimenticarci a volte di come si fa a vivere veramente.
    Un abbraccio

  15. telipinu · agosto 14, 2015

    Il tuo post mi fa pensare a una citazione di Walt Whitman:
    “Mi contraddico? Ebbene si, mi contraddico! Sono vasto! Contengo moltitudini!”.

    In realtà, purtroppo, il bene comune è un po’ anche nostro. E questo concetto è un po’ la nostra gabbia.
    Però sono convinto che un po’ di evasione coloro che ci vogliono bene ce la consentono.
    L’amore, secondo me, contiene quei bisogni che hai elencato. Ma è anche qualcosa di più: il bisogno di dare e di vedere l’altro felice.

    Un saluto, bye! 😉

    • Carlo Galli · agosto 14, 2015

      Ma anche quello è egoismo… si fa stare bene l’altro per provare soddisfazione propria… 🙂
      Buona giornata

      • telipinu · agosto 14, 2015

        Questo è interessante… ci penserò…
        però forse ci sono egoismi buoni ed egoismi cattivi…
        se io voglio che una persona che amo stia bene… è logico che fa piacere anche a me…
        ma d’altra parte se il suo benessere mi fosse indifferente, forse non l’amerei…

        ma, ripeto, ci penserò… ^_^

      • Carlo Galli · agosto 14, 2015

        Hahahaha

  16. ronnytresororiginal · agosto 14, 2015

    Quanto mi sei mancato! 😗

  17. alessialia · agosto 18, 2015

    Oiiii carloooo! Ho lerto solo ora vista la “gran” velocitâ di internet qui al mare… Che passava quella notte? Un pö burrascosa… Hai ragione a volte non è facile rompere gli schemi dell’ipocrisia ed essere se stessi.. Perö se alla fine ci si riesce: ahhhh che leggerezza! Spero ora tu sia un pó meno delusotto! Ps. Salutami la signora white!😁😝

  18. avvocatolo · agosto 27, 2015

    Post profondo. Curioso che mi capiti a tiro proprio oggi…perché ieri pensavo proprio a cosa ho cercato io, a cosa ne pensassi io di tutta la faccenda, del perchè non ho dormito io tante e tante notti, e la risposta che mi son data non era per niente piacevole…bellissimo post.

  19. Papillon1961 · agosto 31, 2015

    Commento in ritardo. Questa è una cosa che veniva disciplinata in passato grazie a determinate convenzioni sociali. Tipo si fa ma non si dice e il quieto vivere. Esagero, le case di tolleranza. Oggi tutto deve essere pubblico tradimenti e vizi in generale. La differenza che c’è tra l’avvocato Agnelli e Lapo. O tra i miei nonni e me. Mi si dirà che sono un reazionario, maschilista misogino. Forse. Ma mi sa che le cose funzionassero molto meglio.

  20. Giuliana · settembre 10, 2015

    Forte! Hai un sacco di idee confuse e fantastiche, uno straordianario poutpourry di sensazioni e principi eccellenti. Credo solo che tu debba riordinarli un po’. Farsi sempre domande e cercare le risposte, cambiare idea e direzione, non vuol dire essere da meno, anzi serve a crescere, ad acquisire nuovi modi di vedere, ad evolversi e crescere in ogni direzione.
    Siamo esseri pensanti, ma non necessariamente intelligenti, pertanto nella vita ti scontrerai con i perbenisti, i benpensanti, gli ipocriti, i bigotti ed i razzisti.

  21. francesco barazza · settembre 11, 2015

    Per caso sono approdato nel tuo blog ed è stata una sorpresa. Una gran sorpresa. Sul prezzo che ho letto adesso, ti dico soltanto che oltre alla condivisione di pensiero, mi ci rivedo come persona. È come stessi guardando me stesso riflesso allo specchio. Mi sento un po’ a disagio.

  22. Grifa80 · settembre 11, 2015

    Che testo Carlo!
    Sarebbe meraviglioso se la gente smettesse di parlare (belare) e utilizzasse tutte le forze che ha per scavalcare quel recinto…io a volte lo scavalco ma purtroppo di là c’è pochissima gente e così per non rimanere sola e per evitare di essere tacciata di follia torno indietro, ma fa male…facendo il percorso inverso quel recinto tanto agevole da scavalcare prima adesso diventa altissimo…una scalata davvero pesante…come ogni cosa che ci viene imposta…
    adoro quando mi dicono che ho delle “reazioni di pancia”…mi sento viva e soprattutto vicino a quel sistema perfetto che si chiama mondo animale…

  23. Lia · settembre 12, 2015

    uscire dagli schemi e dalle convenzioni … non facile ma io ci provo e sapessi come mi sento libera! Non giudico e non voglio essere giudicata ( anche se in molti lo fanno) ma io vado avanti per la mia strada … quindi carpe diem … non devo rendere conto a nessuno dei miei comportamenti delle mie emozioni, solo a me stessa ! Sempre bello leggerti …

  24. federica pedullà · luglio 9

    Mi auguro che essendo passato del tempo da quando hai pubblicato questo post, tu abbai ora una visione più chiara e più grande di te stesso……ciao Carlo.

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