A piedi pari

Non entrerò nella tua vita
in punta di piedi,
mi ci lancio a piedi pari,
sfondo la porta a spallate
e ti rubo l’anima.
Non chiederò permesso,
non mi pulirò le scarpe,
lascerò le impronte
dentro al tuo cuore.
Sarò il terremoto
che farà crollare le tue inibizioni,
prepotente come un cane randagio
che ha fame d’amore.

Carlo Galli

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Svestendo la sua pelle

Ogni volta,
svestendo la sua pelle,
mi spoglio dalle inibizioni.
Ogni volta vogliamo di più,
come se cercassimo nei nostri corpi
la via d’uscita dall’inferno,
la strada per il paradiso.
Abbiamo bisogno dei segni addosso,
di leccare le ferite del piacere
per sentirne il sapore…
un sapore che profuma di libertà,
un sapore che profuma dei veri noi stessi,
un sapore che profuma di vita.

Carlo Galli

Amore codardo (testo)

Dai, dimmi cosa c’è di più,

in questa vita che,

mi fa sanguinar le orecchie

dal rumore che c’è…

dimmi cosa c’è di più,

oltre alla realtà,

non mi resta che del fumo

respirato qua e la…

e mi trovo sempre solo, poi…

a fare i conti col peccato, noi…

quante volte ho sbagliato, si…

ma quante volte son rinato

e tu che mi credevi ormai, finito!

 

E gli incubi mi fanno compagnia,

che cosa vuoi, cosa vuoi che sia,

qui la chiamano nostalgia,

io la chiamo codardia!

 

Dai, chiedimi ancora che cos’ho,

lo vuoi capire o no,

lascia che anneghi il male

con il bere e poi boh…

tu hai certezze e limiti,

io i freni non li ho più,

si son rotti quando ho visto

che ero morto, però…

però non vedo ancora il senso, no…

di vomitare il mio consenso…

in questo mondo son disperso, si…

ho lasciato i sogni chiusi

a chiave dentro al tuo, cassetto!

 

E gli incubi mi fanno compagnia,

che cosa vuoi, cosa vuoi che sia,

qui la chiamano nostalgia,

io la chiamo codardia!

E gli incubi mi fanno compagnia,

i sogni son volati via…

qui la chiamano nostalgia,

io la chiamo codardia,

codardia…. Codardia…

 

Galli Carlo