Piante spoglie

Dietro alla collina, il sole viene su. Cosa ne sanno gli ulivi? Cosa ne sanno loro del sole che sale… Sono immobile, come quelle piante, pieno di nodi dentro all’anima, piegato su me stesso a pensare che ne so quanto loro. Ho la corteccia malata, si intravedono le ferite che cerco di mascherare. Ho la corteccia malata di una pianta cresciuta troppo in fretta, senza paletti a tenerla dritta, senza cure a disinfettarla. Ho la mente invasa dai parassiti, tarli che scavano e ammucchiano segatura di pensieri malinconici che, di tanto in tanto, un vento fatto di illusione sparge via. Non c’è sempre il vento. Non c’è sempre il sole.Piove solo quando piango. Piove solo quando sono stanco, giusto per tenermi in vita. Cosa ne sa il mondo di me? Cosa ne so io del mondo? Me ne resto immobile qui, con la mia amina dalla spoglia chioma, ad osservare questo casino infernale… ad aspettare quei frutti ai quali non ho ancora saputo dar vita. La mia vita.

Carlo Galli

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Tu come stai?

Tu come stai? mi chiedi.
Tu come stai? mi chiedi.
Tu come stai? mi chiedi sempre…
Io come sto? mi chiedo.
Io come sto? mi chiedo.
Io come sto? mi chiedo sempre…
Non credo più… in niente.
Non voglio più… il niente.
Che cosa sono… non sono niente.
Tra le mie dita, adesso…
Non ho un rosario, adesso…
Che cosa stringo,
cosa stringo adesso?
Non sono cosa, ancora?
Non sono un uomo, ancora…
Mi sento solo, ancora e sempre.
Ho visto il vuoto, nero…
Ho visto il buio, nero…
Voglio una luce, la voglio adesso.
Respiro sul cuscino…
Lo stringo qui, vicino…
Non c’è nessuno,
nemmeno io, adesso…

Carlo Galli

INCOMPRENSIONI

Un tempo pensavo di essere sbagliato e tutto andava a rotoli.
Ora invece, che so di essere sbagliato, tutto sta prendendo la giusta piega.
Ho affittato una casa per andare a convivere con me stesso, a volte litighiamo ma tutto sommato va bene così, alla fine riesco sempre ad avere ragione e trovare un compromesso. C’è sempre nell’aria quel misunderstanding tra i miei pensieri e le mie azioni, il fumo di qualche sigaretta di troppo e nel lavandino i piatti da lavare. Stiamo cercando di avere delle regole da seguire, io e i miei altri io… tutto sommato formiamo una bella squadra.
Credo che il primo passo per il cambiamento sia stato quel giorno in cui non ho visto i miei guasti come difetti, ma semplicemente come parti fondamentali di me. Ho smesso di combattermi ed ho iniziato a vivermi. A vivere.

Carlo Galli